Da dove tutto cominciò: gli occhi che cercano e restituiscono lo sguardo. JR a Kibera

Tutto è cominciato da qui: agosto 2011 –  ero a Kibera, la più grande baraccopoli del Kenya e la seconda di tutta l’Africa, in compagnia dei bambini di strada del Ndugu Mdogo Rescue Centre che mi tenevano per mano e mi facevano sentire protetta, mentre passavo per i vicoli pieni di fango, immondizia (e “flying toilets”) che caratterizzano questo angolo di mondo che pullula di vita.

Dalla ferrovia, costruita all’epoca del colonialismo britannico per collegare l’Uganda con l’Oceano Indiano, situata in un punto rialzato, si vede una distesa immensa di lamiere color ruggine che quasi si mimetizzano col colore acceso della terra rossa d’Africa. Degli occhi in bianco e nero hanno attirato la mia attenzione e la mia curiosità, finché poi ho scoperto che tutto questo era frutto di un progetto di “un certo JR”…

Allora capii che l’arte può arrivare ovunque, tessere trame tra persone di culture, etnie e punti di vista diversi e smuovere la speranza che, forse, insieme si può fare qualcosa per cambiare…

Capii, come dice lo stesso JR, che l’arte può dare voce a chi è invisibile ed è bersaglio di tutti i conflitti, e che può essere utile: i teli utilizzati per ricoprire le lamiere delle baracche sono in vinile e non permettono all’acqua di penetrare all’interno delle abitazioni..

JR – EXTRAIT “WOMEN ARE HEROES”, Kibera, Kenya

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