Etichettato: Brasile

Jenny Holzer in Buenos Aires and Rio de Janeiro

Buenos Aires

 

Rio de Janeiro

 

Jenny Holzer wants to maintain a separation between her and the public, depersonalizing her writings, communicates with a neutral voice and treats general topics. She was influenced by conceptual art and the feminist movement, both of the 60s and 70s, which reflected about the question of the author.
Holzer puts her messages in public places quietly and realistically, even because of the use of  descreet media, so that you realize casually their strong presence. Then the observer can establish a relationship of dependency and the more he is involved in the work, the more the media effects can influence him.

Jenny Holzer vuole mantenere un distacco tra lei e il pubblico e per questo spersonalizza i suoi scritti, comunica con una voce neutra e tratta di argomenti generali. In questo fu influenzata dal movimento femminista e dall’Arte Concettuale, entrambi degli anni ‘60-‘70, i quali riflettevano sulla questione dell’autore.
 La Holzer inserisce silenziosamente e in modo realistico i suoi messaggi nei luoghi pubblici, anche grazie all’utilizzo di media poco appariscenti, così che ci si accorge casualmente, passando, della loro forte presenza. Ne consegue che l’osservatore può instaurare un legame di dipendenza e più viene coinvolto dall’opera, maggiori sono gli effetti mediali che possono influenzarlo.

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Paint Attack Sao Paulo

 

 

Painting Reality in Brazil
As a part of the Baixo Centro Festival which took place in Brazil’s biggest metropolis, a group of activists tipped out several buckets of colorful paint on a much used junction and started in that way the great process of an urban live painting, using cars, bikes and pedestrians as brushes, spreading the paint all over the streets! Again it’s just amazing to see how easily you can color your city and have a lot of fun.

Pitturare la realtà in Brasile
All’interno del Festival Baixo Centro che ha avuto luogo  nella più grande metropoli del Brasile, un gruppo di attivisti ha ribaltato diversi secchi di vernice colorata su un incrocio molto trafficato e ha iniziato in questo modo il grande processo di creazione di un quadro urbano vivo, con auto, moto e pedoni che, come pennelli, hanno steso la pittura per tutte le strade! Anche in questo caso è semplicemente incredibile vedere con quanta facilità è possibile dare colore alla propria città e divertirsi un sacco.

 

Zéh Palito, a Brazilian artist in Zambia

Zéh Palito is a Brazilian artist, but he just spent 6 months volunteering for DAPP, an NGO in Zambia.
‘I think this trip was an amazing experience. I lived one life in 6 month. Many volunteers go to Africa, thinking that they are going to help peoples there, of course most of then they do it. But I think I learned more from then. There every day is a new life is a new lesson. I learned to enjoy every moment, situation, place, person. And don’t complain about things, or think that I have a problem, life has any problem, life is just beautiful.’

Read more: http://www.unurth.com/Zeh-Palito-Zambia#ixzz1xc36MMMi

“Unidentified Graffiti Artists” of Sao Paulo

A woman takes a photo of relatives in front of graffiti painted by Brazilian artists Val, Cris and Toddy, members of OPNI, an organization that uses mural paintings to improve life in the slums, in the Vila Flavia favela of Sao Paulo, on August 27, 2011. OPNI, a Portuguese acronym which means “Unidentified Graffiti Artists”, was formed in 1997 by some 20 youths in Sao Paulo’s marginal slums with the goal of transforming the streets into an open-air gallery where the community can express its gripes and denounce social injustices. (Reuters/Nacho Doce)

Tecnica mista: Raul Zito

Raul Zito with GEN

Raul Zito with Magrela

Raul Zito è un fotografo e street-artist in grado di combinare queste due sue anime con grande capacità ed efficacia. Le foto sono incollate, spesso strappate, e i graffiti sono aggiunti sopra in seguito a volte ad opera di altri artisti brasiliani con cui collabora.

Raul Zito with Sola + Magrela

Raul Zito wth Sola, Sinhá + Eita

 

Immaginare forme nuove: Dionisio Gonzàlez

“Jornalista Roberto Marinho III,” 2004, c-print, diasec, edition 1/3

Il fotografo spagnolo Dionisio González fa il suo debutto alla Galerie Richard di New York con “Favelas”, una collezione di fotografie architettonicamente ripensate ispirate ai colori pastello delle bidonville del Brasile. In una serie di fotografie modificate digitalmente, riorganizza e trasforma le baraccopoli in un mondo spazialmente e socialmente complesso una facciata in acciaio lucido, che ricorda vagamente Frank Gehry nella Walt Disney Music Hall di Los Angeles o di Morphosis della Cooper Union, si contrappone con un muro fatto di patchwork di cartone e linoleum colorato.

“Marginal II, 2006,” c-print, diasec, edition 1/7

Egli è particolarmente ispirato dalla natura ribelle e casuale dell’ architettura delle favelas. Dice: “Questi quartieri vengono rimossi da un co-attivo sistema di vigilanza  o di polizia a causa del loro sovraffollamento. Si potrebbe dire che le baraccopoli agiscano contro lo Stato”.

“Nova Ipiranga III,” 2004 (detail), c-print, diasec, edition 4/7