Etichettato: India

Aakash Nihalani in India

 

Aakash Nihalani is an urban artist who creates graphic designs made exclusively of colored tape.
His works are simple cubes and  isometric parallelepipeds, which are contextualized in the urban reality in a very clever and witty way.

Aakash Nihalani è un artista urbano che interviene attraverso dei progetti grafici fatti esclusivamente con del nastro adesivo colorato.
I suoi lavori sono dei semplici cubi e parallelepipedi isometrici, i quali vengono contestualizzati all’interno della realtà urbana in maniera geniale e molto spiritosa.

The world welcomes Seth and his murales

Chile

 

Cambodia

 

South Africa

 

India

 

Hong Kong

 

Julien Seth is a public art documentarian for French television. The job’s required traveling has given Seth some interesting opportunities. Plenty of street artists these days travel and put work up around the globe, but instead of sticking to some blandly universal subject matter, Seth’s murals are inspired by the countries they’re painted in.

Julien Seth è un documentarista d’arte pubblica per la televisione francese. Per il suo lavoro deve viaggiare molto, cosa che gli ha dato  parecchie opportunità interessanti. Oggi un sacco di artisti di strada  viaggiano e e si esprimono coi propri lavori in tutto il mondo, ma invece di attenersi a qualche tema blandamente universale, i murales di Seth sono ispirati dai paesi che sono rappresentati.

Christian Guémy: stencils all over the world

New Delhi

Sao Paulo

Morocco

French street artist Christian Guémy aka C215 travels around the world beautifying the streets wherever he goes. He usually paints local faces because “faces reflect the personality” of a city.

“I paint in the streets people really belonging to the streets: tramps, but also beggars, street orphans from the poorest countries. This is a stencil tradition by the way,” he says. “The streets are just my favorite gallery, I been in love with graffiti since i was a child. Sure I did draw, paint free hand, with brushes, with cans, but stencils are the best way to quick place something beautiful anywhere in the streets, without any fucking authorization.”

 

Artista di strada francese, Christian Guémy (C215) viaggia per il mondo abbellendo le strade dei luoghi in cui si reca. Dipinge volti delle persone del posto, perché “le facce riflettono la personalità” di una città.

“Dipingo per la strada la gente che davvero le appartiene: senzatetto, ma anche mendicanti, bambini di strada dei paesi più poveri. Questa è una tradizione dello stencil tra l’altro,” dice. “Le strade sono solo la mia galleria, sono stato innamorato dei graffiti da quando ero un bambino. Certo ho  disegnato, dipinto a mano libera, con spazzole, con lattine, ma gli stencil sono il modo migliore per dar luogo a qualcosa di bellissimo velocemente e ovunque nelle strade, senza alcuna autorizzazione.”

 

 

Il “fil rouge” tra la memoria storica e la spiritualità: Maria Dompè e Calcutta

Maria Dompè interviene in una zona “a rischio”, amplificando il messaggio sotteso nella natura stessa del luogo. Nella grande tank, creata per lo svago e l’aggregazione, nell’acqua di questo bacino, l’artista vede l’elemento chiave della sua poetica: un’immagine tanto chiara, quanto complessa nella sua realizzazione. Dall’alto, è un triangolo galleggiante, modulato nei diversi toni del rosso, come una pelle sensibile ai riflessi della luce e dell’atmosfera. Da vicino, è una trama ingegnosa di tessuti, fili e materiali galleggianti: tanti tasselli uniti tra loro e trasportati da un capo all’altro con l’aiuto della gente.

“Il rosso nelle sue sfumature naturali è il colore dell’India: dalla raffigurazione religiosa, all’odierna quotidianità, rappresenta l’energia celata di un popolo. Una forza immensa mai dichiaratamente ostentata bensì pudicamente inespressa”(Maria Dompè). Dunque, un’opera che impatta, non solo l’immaginario, ma anche la vita degli abitanti di Calcutta: dalle donne coinvolte nella cucitura delle stoffe, a quanti collaborano all’allestimento. Così, le persone ricordano il loro passato: i tre martiri bengalesi – Binoy, Badal e Dinesh – uccisi per la libertà dal colonialismo, a cui la piazza è dedicata; “…nell’ideale continuità di un triangolo che galleggia nel nucleo storico di Kolkata: una tripartizione emblematica dedicata ai tre eroi, ma essenzialmente un richiamo alle radici e all’energia PRIMORDIALE…” (M.D.)

Quando un divieto colora la strada: le foto che si “auto rivelano” di JR in India

“Noi viaggiamo sempre senza agenzie organizzate, così ci organizziamo come dei commando e attacchiamo dei poster ai muri. Ma ci sono posti dove non si può fare. In India fare affissioni era praticamente impossibile per motivi culturali e legali e ci avrebbero arrestati al primo tentativo.

Allora abbiamo deciso di fare affissioni bianche: semplicemente del bianco su un muro. Immaginate: ragazzi bianchi che attaccano poster bianchi. La gente si avvicina e chiede: “Che fate?” “Facciamo solo dell’ Arte” “Arte?”. Certo, rimanevano un po’ confusi. Ma in India, sapete, le strade sono piene di polvere e più polvere c’era che si alzava nell’aria, e sulla carta bianca si vedeva quasi, ma c’era un lato appiccicoso come sul rovescio di un adesivo. Più saliva la polvere, più veniva rivelata la foto.

Siamo andati in giro nei giorni successivi e le foto si rivelavano da sole. Non siamo stati arrestati quella volta!”

(JR al Ted Prize 2011)