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Rising Souls: Inside Out in Haiti

Even Port au Prince was covered by portraits of  locals and members of the Haitian diaspora plastered around the city. From Cité Soleil to Petion-Ville, over 500 images, taken by Haitian photographers and printed by JR’s Inside Out Project, celebrate the resilience of the Haitian people and visualizing a country being reborn.

Anche Port au Prince è ricoperta dai ritratti dei suoi locali e membri della diaspora haitiana affissi per tutta la città. Da Cité Soleil a Petion-Ville, oltre 500 immagini, scattate da fotografi haitiani e stampate grazie a Inside Out, il progetto di JR, per celebrare la resistenza del popolo haitiano e la rinascita di un paese che si è rialzato dalle proprie ceneri.

Artocracy in Tunisia

Yasmine Ryan of Al Jazeera reports on the excitement, debates and struggles of “Inside Out: Artocracy in Tunisia”.

Marco Berrebi, a Tunisian photographer who has worked closely with JR on several of his previous projects, says that Artocracy is about giving people the freedom to debate the photographs and to come to their own conclusions.

“After 50 years of silence, people are willing to discuss, to talk, to challenge your ideas,” says Berrebi, who had long hoped to bring this type of street art to his home country. “If people want to tear them down, or write something on them, that’s part of the project, that’s okay.”

Indeed, the group’s message of tolerance and the celebration of diversity has been met by lively debate wherever they have gone.

[…] While some of the younger men voiced their opposition to the images for religious reasons, many older men were vocally supportive of the art.

Yet many of the portraits were quickly taken down by men who argued they were too close to a mosque.

In the flux of Tunisia’s political transition, everything is contested after decades of imposed silence.

As the Artocracy project shows, public art is no exception.

“This discussion is sound and we should have this discussion, because that’s how we can prove Tunisia is a free country,” Berrebi says.

Yasmine Ryan di Al Jazeera riporta le emozioni, i dibattiti e le lotte di “Inside Out: Artocracy in Tunisia”.

Marco Berrebi, un fotografo tunisino che ha lavorato a stretto contatto con JR su alcuni dei suoi progetti precedenti, dice che Artocracy mira a dare alle persone la libertà di discutere delle fotografie e di venire a proprie conclusioni.

“Dopo 50 anni di silenzio, la gente è disposta a discutere, a parlare, a sfidare le vostre idee”, dice Berrebi, che aveva a lungo sperato di portare questo tipo di street art al suo paese d’origine. “Se la gente vuole distruggerle, o scriverci qualcosa sopra, questo fa parte del progetto, va bene.”

Infatti, il messaggio di tolleranza e la celebrazione della diversità è stato diffuso attraverso vivaci dibattiti ovunque siano andati.

[…] Mentre alcuni degli uomini più giovani hanno espresso la loro opposizione alle immagini per motivi religiosi, gli anziani erano propensi a sostenere le finalità artistiche del progetto.

Eppure molti dei ritratti sono stati distrutti subito da uomini che sostenevano che erano troppo vicini a una moschea.

Nel flusso di transizione politica della Tunisia, tutto viene contestato dopo decenni di silenzio imposto.

Come mostra il progetto Artocracy , l’arte pubblica non fa eccezione.

“Questa discussione è positiva e dovremmo parlare più spesso di queste problematiche, perché è così che possiamo provare che la Tunisia è un paese libero”, dice Berrebi.

From http://www.tedprize.org